FEDELE LA CAUSA E I TAGLI ALLA SPESA.

Fedele La Causa era ritornato a casa stanco quella sera, aveva i piedi che gli bollivano per l’infinita camminata pomeridiana e il telecomando del decoder che non funzionava. La vita sa essere più triste del solito quando ci si mette. Affondò l’ingombrante fondoschiena sulla poltrona soffice mentre un rumorino secco usciva dal cotone grezzo dei pantaloni: “Armando, vieni qua, Armà, che non riesco a poggiare la gamba sul bracciuolo …  Armando …” allungando la “o” in un colpo di tosse che sembrava un tentativo di vomito.

Armando Lo Piccolo stava salendo le scale  come poteva, con la fretta per la chiamata e con la scoordinazione dei movimenti che gli era consueta. “Sto salendoci, un momento, maledetto scalinaggio, l’ascensore è guasto”, portando in una mano un tegame pieno di parmigiana di melanzane e nell’altra una bottiglia di greco di tufo.

La Causa ravvivò i pochi capelli che aveva sulla testa grattandosi la chiericola che brillava nuda sotto il lampadario della sala. Aveva lasciato il portone aperto in attesa del suo vice assistente segretario “Che cosa è guasta, la parmigiana di melanzane? Pezzo di fetente, salimela”. Continua a leggere

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Fedele La Causa e il movimento nei cinque stelle

– Armando, finalmente! Allora, questo rapporto?

– Ispettore(*), scusatemelo, sono stato un poco ritardato… Faccio subito il rapporto con voi. Siete pronto?

– Sssh! Zitto, fesso! E ti paiono cose da fare qui, in mezzo al pubblico viatico? Questi fatti si dicono ben aspartati, lontani da occhi e orecchie indescrivibili. Aspartiamoci su quella panchina.

– Allora… Negli alberghi che indagai io, non ho reperito manco una bestia di quella specie che indaghiamo, ispettore. E nemmeno altre specialità bestiali, devo dirlo. Ispettore…

– Che c’è?

– Ma perché ce l’hanno tanto coi grilli, lassù in cielo, al Ministero? Nella classifica della schifezza, con rispetto parlante, non fanno assai più schifo gli scarafaggi?

– Il telegramma ministeriale era chiaro, Arma’: “ALL’UNITA’ DISTACCATA NAPOLI STOP MONITORARE MOVIMENTO 5 STELLE STOP PERICOLO DIFFUSIONE GRILLO GRILLINI STOP”. Continua a leggere

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zoRen e il pallone di Maradona

Eccovi il racconto che abbiamo pubblicato nella raccolta “S’hanno fatto ‘a batmobile” (80144 edizioni, dicembre 2011: per saperne di più, cliccate qui e magari anche qui).

A distanza di tutti questi mesi, chi l’avrebbe detto che l’ispiratore del nostro protagonista sarebbe tornato tanto attuale? Godetevelo.

zoRen e il pallone di Maradona.pdf

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Fedele La Causa al Concertone del I maggio

– Armando, porca miseria, dove sei stato infinora?

– Ispettore! Ispettore!

– Sì buonanotte, sono diventato aspettore appresso a te.

– Non c’è un parcheggiamento nemmeno a pagarlo oro!

– Ma io che t’avevo detto? Il parcheggio a pagamento non ce lo rimborsano, dopo passiamo sempre per quelli che vogliono farci la cresta con gli straordinari.

– No, io dicevo che non trovavo posto di posizionamento dell’automobile.

– Su, su, basta, smettila di chiacchierare. Oggi è la festa del lavoro, capito, bisogna lavorare, su, su, andiamocene che qua promette pioggia.

Trovarsi in mezzo ad una calca festosa e priva di controllo è già di per sé un’esperienza poco piacevole. Sicuramente deve esserlo stata ancor meno per Fedele La Causa,il nostro ispettore governativo perennemente in trasferta, l’altro giorno in servizio a Roma, in piazza San Giovanni, per supervisionare il regolare svolgimento del Concertone, organizzato come ogni anno, dai sindacati in occasione della festa dei lavoratori. È riuscito a divincolarsi in mezzo alla folla, a sfuggire alle capocchie accese dei divertimenti dei fumatori, a ignorare i cantanti famosi che si esibivano sul palco e a raggiungere una zona franca in attesa di Armando Lo Piccolo, assistente tuttofare, imbrigliato nel traffico della ricorrenza. Continua a leggere

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Avventure e disavventure di una pausa-caffè.

Inserire moneta, inserita moneta, selezionare codice prodotto, selezionato codice prodotto, digitato, caffè doppio intenso ristretto, la macchinetta non dà resto, cinquanta centesimi, tieniti pure dieci centesimi, bevanda in preparazione, prepara la bevanda, gusto intenso, sì, sì, lo voglio intenso. Intenso. Inten … interruzione …  interruzione preparazione, come interruzione preparazione?, cosa fai?, non prepari la bevanda ?, prepara la bevanda, ti prego, prepara la bevanda, … codice errato, no codice errato, non errare codice …  guasto distributore, che cazzo!, no, cazzo!, Continua a leggere

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zoRen e il pallone di Maradona | frammenti

[Pubblichiamo alcuni frammenti di zoRen e il pallone di Maradona, racconto che trovate nella raccolta, già pubblicizzata nel precedente post,  S’hanno fatto  ‘a batmobile (80144 EDIZIONI). Solo una anticipazione per chi si trovasse sul nostro blog. Per leggerlo completo… accattateve ‘o libbro!!! Potrete, grazie ai racconti degli altri autori, viaggiare per Napoli in compagnia di Hulk, Batman, sirene, ufo, fantasmi…]

Dottori, professori, avvocati e tutti quanti
Chiunque voi siate vi tratto con i guanti
Accattateve ’o Vesuvio o a Maradona
Accattateve a Sofia che è ancora bona

Un grosso applauso aveva accompagnato l’esibizione precedente ed ora Carmine era già pronto a ricominciare. Il fragore del battimani, misto alla salsedine che evaporava dall’asfalto, aveva creato quell’atmosfera drammatica che chi conosce i principi del marketing chiama rapporto d’empatia, e chi non li conosce invece chiama addore ’e mare e fieto ’e sudore. Molti degli spettatori non avevano comprato niente ma avevano lasciato una cospicua offerta, una forma di retribuzione per la bella perfomàns.
[…]
Intanto zoRen era asciutto. Il partenopeo sole battente c’entrava poco: si trattava solo di uno dei superpoteri dell’uomo-trota, uscire dalle acque completamente privo di ogni umidità. zoRen: il supereroe, l’uomo-pesce. Trota nello specifico. Continua a leggere

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S’hanno fatto ‘a batmobile

[Tra poco in libreria S’hanno fatto ‘a batmobile, raccolta di racconti pubblicata da 80144. Il nostro “episodio” narra di zoRen, un uomo trota alle prese con uno speciale “pallone di Maradona”.]

Napoli. Quanto ci metterebbe un supereroe a farsi male, soffocato dal mantello impigliato in un’antenna o attorcigliato tra le corde dei panni tese tra i vicoli? E se gli ufo non atterrassero perché non trovano parcheggio? E poi, se fantasmi, vampiri e altre creature soprannaturali fossero reali, in quanto tempo sarebbero risucchiati e sputati dalla città che di fantasia ne fabbrica a tonnellate ogni santo giorno?
A queste tre domande apparentemente assurde rispondono in undici. Undici scrittori che vi porteranno in giro per le strade di una Napoli surreale – surreale soltanto per chi non ci ha vissuto davvero – finendo per scoprire che l’unico supereroe veramente amato e rispettato è ancora Maradona.
In libreria da dicembre 2011.

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Nuove organizzazioni parlamentari. Nuova vita ai partiti!

La crisi esiste. Nasce finanziaria, continua economica e termina politica. Ecco perché ha portato ad un momento di forte rimescolamento delle composizioni politiche in gioco nella geografia parlamentare dei nostri schieramenti. In linea con quanto accade in Italia dalla notte dei tempi. Un tempo era il Pentapartito, vincere o perdere contava poco, bastava dare o non dare l’appoggio per ottenere o non ottenere incarichi, poltrone e privilegi; poi  scoppiò Tangentopoli che mostrò come quasi tutti, chi più chi meno, fossero professionisti dell’arte del fare la cresta; s’aprirono infine galantemente le porte della seconda Repubblica e con essa la chimera del bipolarismo, già obiettivo dichiarato del radicale Niccolò Copernico, contrastato dalla maggioranza cattolica sul finire del Medioevo.

Oggi il dibattito è incentrato sul dilemma Mari-o-Monti. Il sistema sembra imploso ed il rimescolamento a cui s’accennava sta portando alla riqualificazione dei partiti tradizionali in organizzazioni più dinamiche con punti di vista ben definiti ed obiettivi dichiarati. Per l’ex PDL sembra finita l’esperienza parlamentare, i membri più rappresentativi hanno dichiarato che il gruppo si scioglierà e ognuno tornerà alle proprie occupazioni precedenti (gli ex colonnelli torneranno in Libia, gli avvocati a far scarcerare criminali e tutti gli altri davanti ai pali della luce sperando che ballerine improvvisate si dedichino alla lap dance). Continua a leggere

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Chi trova lavoro, trova un tesoro. Un anno dopo. II parte.

II annuncio:
Cercasi Ragazza di bella presenza con età compresa da i 20 e i 33 anni, altezza min. 1,70 che sia spigliata e disposta a stare al centro de l’attenzione. L’attività si svolge il fine  settimana (per serate in locali, piazze e teatri, trattasi di spettacoli di
magia per bambini e adulti). Si richiede disponibilità a lavorare il fine
settimana, possibilità di spostamento e spiccate doti comunicative oltre ad una
grande simpatia. Per colloqui telefonare dalle 15:00 alle 22:00 o mandare
e-mail con foto. Sede Sambuceto. Astenersi coloro i quali non possiedono tali
requisiti. No perditempo”. Continua a leggere

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Chi trova lavoro, trova un tesoro. Un anno dopo. I parte

[A un anno di distanza
abbiamo fatto visita al nostro Tommy, giovane disoccupato meridionale che cerca
in tutti i modi di entrare nel mondo del lavoro, ma incontra annunci
strampalati e una situazione generale che vede un mercato veramente fermo; gli
annunci in corsivo sono autentici. Buona lettura.]

Il tempo che passa non è una novità, non lo è mai stata e con
ogni probabilità mai lo sarà. Dopo un anno la situazione non era affatto
cambiata, anzi era decisamente peggiorata: la crisi globale si era ingigantita
a tal punto da andare ad incidere anche nei piccoli centri (ché prima si pensava “tanto a me non mi toccano perché io faccio il muratore e la gente avrà sempre bisogno di case”, senza pensare che senza un mutuo nessuno più è in grado di investire per una casa).

Il lavoro intellettuale non esisteva più; ne avevano celebrato il funerale gli ultimi due ricercatori della provincia che avevano accettato un contratto di tre anni negli Stati Uniti ed erano partiti subito dopo la fine dell’estate. Il lavoro manuale era stato
delocalizzato (e i più informati dicevano che non era una bestemmia, ma soltanto che era stato spostato all’estero dove la mano d’opera costava molto poco o comunque molto meno che qui in Italia), talmente delocalizzato che si era smesso persino di cercarlo. Non si poteva giocare a nascondino col lavoro, dicevano alcuni cassintegrati giù in piazza, uno lo cerca se sa che da qualche parte ci sta, ma se è finito, non esiste o sta all’estero, noi non ci possiamo fare niente, dicevano altri che non erano nemmeno iscritti alle liste di collocamento. Continua a leggere

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