Fedele La Causa al Concertone del I maggio

– Armando, porca miseria, dove sei stato infinora?

– Ispettore! Ispettore!

– Sì buonanotte, sono diventato aspettore appresso a te.

– Non c’è un parcheggiamento nemmeno a pagarlo oro!

– Ma io che t’avevo detto? Il parcheggio a pagamento non ce lo rimborsano, dopo passiamo sempre per quelli che vogliono farci la cresta con gli straordinari.

– No, io dicevo che non trovavo posto di posizionamento dell’automobile.

– Su, su, basta, smettila di chiacchierare. Oggi è la festa del lavoro, capito, bisogna lavorare, su, su, andiamocene che qua promette pioggia.

Trovarsi in mezzo ad una calca festosa e priva di controllo è già di per sé un’esperienza poco piacevole. Sicuramente deve esserlo stata ancor meno per Fedele La Causa,il nostro ispettore governativo perennemente in trasferta, l’altro giorno in servizio a Roma, in piazza San Giovanni, per supervisionare il regolare svolgimento del Concertone, organizzato come ogni anno, dai sindacati in occasione della festa dei lavoratori. È riuscito a divincolarsi in mezzo alla folla, a sfuggire alle capocchie accese dei divertimenti dei fumatori, a ignorare i cantanti famosi che si esibivano sul palco e a raggiungere una zona franca in attesa di Armando Lo Piccolo, assistente tuttofare, imbrigliato nel traffico della ricorrenza.

– Qua devo fare sempre tutto io, andiamo, saliamo in macchina e scappiamo da questo ubicamento; io devo stendere la relazione, che l’ho scritta di già.

– Io devo fare un bisogno urgente che da stamattina ancora non ho …

– Tu c’hai bisogno che ti devo prendere a calci da dietro verso il davanti, muoviti; anzi frattanto che guidi ti leggo la relazione.

Fedele la Causa aveva già approntato le osservazioni utili per la relazione su un block notes. Poi Armando ha spinto il pulsante del telecomando dell’auto e questa ha continuato a non aprirsi. Open e close sono due modi di stare al mondo oltre che di essere di una serratura. La Causa si è guardato attorno per accertarsi che nessuno li stesse inseguendo e forse con un briciolo di delusione ha constatato l’inutilità del proprio timore. Il messo ministeriale è un lavoro che tutti vorrebbero fare, lui l’ha detto sempre. Dopo dieci minuti di improbi tentativi sono riusciti a partire.

– Dottore, mi disturbo se la scuso, dove ci rechiamo?

– Rechiamoci, in albergo; 18 euro di parcheggio!

– Non siamo stati 18 ore parcheggiati! O forse è il prezzo per l’articolo 18.

– Taci e ascolta. Gentilissima, onorevolissima, cara signora ministra del lavoro di cui oggi ricorre l’onomastico della santissima festività,

– Infatti a casa mia oggi si festeggia il compleanno di mio zio Primo, appunto perché è San Primo Maggio.

– Eh, infatti, vedi? Allora, signora ministra, poi aggiustiamo un poco,  vengo con la presente a riferirle della situazione dello svolgimento del concerto di musica, nello specifico di genere rocky, già noto attore di cinematografo. Alla manifestazione hanno partecipato numerosissimi cantanti ma di dubbia provenienza culturale e di poca amicizia nei confronti Suoi eccellenti, che dici?

– Perfetto!

– I suddetti musicisti, no musicisti no, musichieri, i suddetti musichieri hanno indetto inni alla libertà dell’individuo umano singolo e alla Speranza, alla Passione e al Futuro, che infatti era il titolo della Musica del Desiderio che era il titolo del Concerto che era il Titolo della piazza. Lei, bellissima signora ministra, ha fatto bene a dire che oggi non è stato un bel primo maggio, infatti molti personaggi hanno dichiarato comizi contro la sua personalità nonché la sua presenza governativa, benché riforma. Molti assistenti allo spettacolo hanno dichiarato testuali parole del tipo “Questa riforma delegittima il senso della festa del primo maggio”, “i lavoratori sono un po’ meno sicuri non solo del loro posto ma anche della propria vita”. Infatti si è verificata una notizia dispiacevole di una morte bianca. Ma, dico io, una sola morte, infatti bianca, come una mosca bianca, non ci può significare che il suo illustre lavoro di ministra del lavoro diventerebbe fallimentare per un signore che non si ha allacciato il casco in un cantiere.

Gli organizzatori hanno stimato, stimato è bello l’ho imparato ieri, di circa 500 mila unità il danno dell’evento. Sindacati soddisfatti, bella faccia tosta, mi pare.

Sul palcoscenico c’era un signore che imitava George Clooney e una che imitava la Belen; manco dei presentatori veri. Ma che fai, ti fermi?

– Il rosso mi costringe all’infortunio.

– Vabbuò, dopo che ritorniamo in albergo controllo l’orto e grafia. Armà, tu vuoi aggiungere qualcosa?

– Io direi: Armando Lo Piccolo, nel suo piccolo, testimonia umilmente il suo lavoro per la giustissima ministra del lavoro. Io, quei ragazzi che stavano al concerto e che si attaccavano alle bottiglie a bere il vino che si sono portati da casa, quelli non se la meritano la sua splendida riforma. Devoto da sempre, devoto da sempre bisogna mettercelo, suo …

– E allora per correttezza invitiamola a cena che magari appura che quelli del governo di prima li abbiamo sempre invitati e poi ci rimane male.

– Allora aggiungiamo Se non è troppo disturbo l’invito cenacolo non era solo per quegl’altri, figuriamoci, noi abbiamo sempre avuto amore grandissimo per i tecnici e mia moglie cucina benissimo.

Guido Grimaldi | Corpo10

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