zoRen e il pallone di Maradona | frammenti

[Pubblichiamo alcuni frammenti di zoRen e il pallone di Maradona, racconto che trovate nella raccolta, già pubblicizzata nel precedente post,  S’hanno fatto  ‘a batmobile (80144 EDIZIONI). Solo una anticipazione per chi si trovasse sul nostro blog. Per leggerlo completo… accattateve ‘o libbro!!! Potrete, grazie ai racconti degli altri autori, viaggiare per Napoli in compagnia di Hulk, Batman, sirene, ufo, fantasmi…]

Dottori, professori, avvocati e tutti quanti
Chiunque voi siate vi tratto con i guanti
Accattateve ’o Vesuvio o a Maradona
Accattateve a Sofia che è ancora bona

Un grosso applauso aveva accompagnato l’esibizione precedente ed ora Carmine era già pronto a ricominciare. Il fragore del battimani, misto alla salsedine che evaporava dall’asfalto, aveva creato quell’atmosfera drammatica che chi conosce i principi del marketing chiama rapporto d’empatia, e chi non li conosce invece chiama addore ’e mare e fieto ’e sudore. Molti degli spettatori non avevano comprato niente ma avevano lasciato una cospicua offerta, una forma di retribuzione per la bella perfomàns.
[…]
Intanto zoRen era asciutto. Il partenopeo sole battente c’entrava poco: si trattava solo di uno dei superpoteri dell’uomo-trota, uscire dalle acque completamente privo di ogni umidità. zoRen: il supereroe, l’uomo-pesce. Trota nello specifico.
[…]
– Dottò, io per voi c’ho un articolo speciale. Quello risolve i vostri problemi, dottò. È ’o vero o no? – E ancora la testa di Enzo oscillava in su e in giù per dire che, sì, gli risolveva tutti i problemi. Carmine tirò fuori una valigetta rigida rossa.
– Qua dentro ci sta un pezzo unico, una veduta da Posillipo, dottò. Ma non una qualunque. La tengo da parte giusto per gente come voi, per chi tiene bisogno. E voi tenete bisogno… con rispetto parlando.
– Ma vi ho già detto che deve esserci un equivoco, non mi conoscete. Mi prendete per qualcun altro. Non potete sapere mica di cosa ho bisogno me.
– E che c’è bisogno di conoscervi. Basta guardarvi in faccia un minuto, dottò. Forse non ci siamo spiegati.
[…]
Il giorno prima alla corte del Regno di Sopra: – Oggi sento che impegnarmi in prima persona è il solo modo per salvare la mia gente dall’altrui gentaglia, da un’invasione che ha seppellito passioni, tradizioni, cibi e modi di organizzare il giardino che ho vissuto nella mia famiglia e che sono tipiche del nostro territorio. Mi rendo utile assumendo la difesa dei nostri territori, andando all’attacco temerario dello straniero incolto e coltivato.
zoRen era partito da un Regno lontano. Molto lontano. Certo, magari non proprio lontanissimo, di quei lontanissimi che ci sono in America o in Asia, ma comunque da una terra straniera. Una terra geograficamente in Italia ma emotivamente in Irlanda. Una terra con il corpo sotto le Alpi ma il cuore in Scozia.

[P.S.: il disegno in alto a sinistra è tratto dal libro, corredato di questa ed altre simpatiche illustrazioni]

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