Chi trova lavoro, trova un tesoro. Un anno dopo. II parte.

II annuncio:
Cercasi Ragazza di bella presenza con età compresa da i 20 e i 33 anni, altezza min. 1,70 che sia spigliata e disposta a stare al centro de l’attenzione. L’attività si svolge il fine  settimana (per serate in locali, piazze e teatri, trattasi di spettacoli di
magia per bambini e adulti). Si richiede disponibilità a lavorare il fine
settimana, possibilità di spostamento e spiccate doti comunicative oltre ad una
grande simpatia. Per colloqui telefonare dalle 15:00 alle 22:00 o mandare
e-mail con foto. Sede Sambuceto. Astenersi coloro i quali non possiedono tali
requisiti. No perditempo”.

Tommy  continuava a non essere una ragazza, dannazione; circa metà dei lavori che
aveva cercato gli erano andati male perché non era una ragazza. Bella presenza,
ok. Età compresa tra i 20 e i 33 (ché poi all’anno successivo Gesù non c’è
arrivato e non è bello che c’arrivi un essere umano qualsiasi), ok. Spigliato e
disposto a stare al centro dell’attenzione, ok. Ma il genere, quello non si
poteva cambiare. Maschio sei e maschio rimani … a meno che …

Poi, è ovvio, la ragazza che sta affianco al mago, che praticamente fa tutto lui, beh, lei
deve avere spiccate doti comunicative; è logico, oltre che giusto: deve starsene lì impalata a sorridere come un’idiota ammorbata da paresi permanente, vuoi che non abbia spiccate doti comunicative, vuoi che non sappia ammaliare la platea con la propria capacità affabulatrice? E cosa dire della simpatia? Ci vuole da essere simpatici per stare in mezzo ai bambini; in fondo non s’è mai vista una ragazza che se ne sta col muso lungo mentre viene tagliata a pezzi o magari mentre la prendono a coltellate manco fosse una islamica fedifraga. E poi se non hai requisiti tali, diciamoci la verità, astieniti, non votare,
rinuncia a priori, tieniti alla larga, anzi alla larghissima.

III annuncio:
“selezioniamo RAGAZZE IMMAGINE anche
prima esperienza per lavoro immediato e continuativo come FIGURANTI di SALA in
NIGHT CLUB  senza PRIVE’, centro nord
Italia. Retribuzioni da 60 – 90 a sera, alloggio gratuito piu percentuali sulle
consumazioni. Periodi mensili, pagamenti quindicinali. Inviare 2
foto/viso/intera piu descrizione fisica (alt.-peso.-ecc)per selezione, via
e-mail. agenzia.corradostyle@yahoo.com Corrado”.

A Tommy  caddero le braccia nel vero senso dell’espressione; la mano gli scivolò giù
dalla tastiera e dal mouse e il capo stava per andare a sbattere sulla
scrivania. Il gioco linguistico a cui l’inserzionista mirava era chiaro: una
ragazza immagine non era una ballerina di lap dance né, tantomeno, una
spogliarellista, una ragazza immagine deve solo far vedere che è bella, in modo
tale che, per metonimia, la bellezza si estende al locale in generale. Dunque
niente di male. Una definizione da vocabolario, figurante di sala. La figurante
è ferma, appare qua e là, talvolta, di sfuggita, senza alcun impegno, ma non
compie nessuna azione rilevante nell’economia dello svolgimento della serata.
Davvero quel tizio avrebbe dato 90 a sera a una bella ragazza, immobile al
bancone? Certo, se induci un cliente a consumare, ti pagano di più. Il lettore
non pensi a male, consumare, nel gergo dei bar e dei club vuol dire bere, non
c’entrano sostanze stupefacenti o azioni immorali. Per quelle c’è il privè. Ma
qui no, niente privè; più chiaro di così? Il lavoro era immediato e
continuativo, talmente continuativo da diventare persino mensile! Praticamente
il tanto agognato posto fisso! Bastava inviare un a foto/viso (fototessera per
chi è abituato ad usare  parole esistenti
nel dizionario) e il gioco era fatto. E poi 90 di cosa? Euro, certo, ma
bisognava pur dirlo.

Questa era la vita nel 2011 in Italia. Donna, bella, disposta a tutto significava lavoro, quel tipo di lavoro. Tutto il resto è disoccupazione, avrebbe parafrasato un cantautore romanaccio.

Tommy non aveva grilli per la testa, non voleva diventare chissà cosa, né aveva
intenzione di occupare posti di rilievo all’interno della società. Sapeva di
non averne diritto, non aveva voluto studiare sul serio , s’era fermato alle
superiori e quindi il lavoro che gli spettava era un lavoro di fatica. Niente
ragioneria, niente uffici, computer, niente giacche e cravatte, niente
cellulari, niente buoni mensa. Un lavoro di sudore. Ma non esisteva.

Quella sera Tommy, vinto da tali annunci, si addormentò irrequieto. E irrequieto sognò.
Sognò di un mondo stravolto in cui il lavoro non era più quello di una volta.
Ma questa è un’altra storia.

[La storia continuerà in un seguente racconto che  riguarderà i sogni di Tommy. Avete la possibilità di suggerirne, tramite commenti e consigli. I più suggestivi e coerenti al nostro progetto entreranno in raccolta.]

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