Chi trova lavoro, trova un tesoro. Un anno dopo. I parte

[A un anno di distanza
abbiamo fatto visita al nostro Tommy, giovane disoccupato meridionale che cerca
in tutti i modi di entrare nel mondo del lavoro, ma incontra annunci
strampalati e una situazione generale che vede un mercato veramente fermo; gli
annunci in corsivo sono autentici. Buona lettura.]

Il tempo che passa non è una novità, non lo è mai stata e con
ogni probabilità mai lo sarà. Dopo un anno la situazione non era affatto
cambiata, anzi era decisamente peggiorata: la crisi globale si era ingigantita
a tal punto da andare ad incidere anche nei piccoli centri (ché prima si pensava “tanto a me non mi toccano perché io faccio il muratore e la gente avrà sempre bisogno di case”, senza pensare che senza un mutuo nessuno più è in grado di investire per una casa).

Il lavoro intellettuale non esisteva più; ne avevano celebrato il funerale gli ultimi due ricercatori della provincia che avevano accettato un contratto di tre anni negli Stati Uniti ed erano partiti subito dopo la fine dell’estate. Il lavoro manuale era stato
delocalizzato (e i più informati dicevano che non era una bestemmia, ma soltanto che era stato spostato all’estero dove la mano d’opera costava molto poco o comunque molto meno che qui in Italia), talmente delocalizzato che si era smesso persino di cercarlo. Non si poteva giocare a nascondino col lavoro, dicevano alcuni cassintegrati giù in piazza, uno lo cerca se sa che da qualche parte ci sta, ma se è finito, non esiste o sta all’estero, noi non ci possiamo fare niente, dicevano altri che non erano nemmeno iscritti alle liste di collocamento.

Anche per Tommy era la solita storia dell’anno precedente. Fine dello stagionale estivo al mare, fine della raccolta autunnale e ben dieci giorni di divano pomeridiano, aspettando che qualcuno rispondesse ai suoi annunci reinserendolo nel mondo dei vivi o che il nulla del vivere umano lo sopraffacesse gettandolo definitivamente in quello dei morti.

Del lavoro si sarebbe potuto dire come uno di quei prodotti per i quali ci si avvaleva dell’ abusato modo di dire “se non ci fosse bisognerebbe inventarlo”; ecco, di lavoro non ce n’era, dunque bisognava inventarlo. Ma a chi toccava il compito, al privato o allo Stato?

Un tempo le opinioni dell’opinione pubblica (e giù in paese l’opinione pubblica la facevano quelli che avevano studiato, quelli che c’avevano il diploma) variavano a seconda del credo politico; e quindi se il sindaco era di centro-destra e il cittadino era di centro-sinistra, la colpa della disoccupazione ricadeva automaticamente sulla giunta; e viceversa. Oggi le condizioni erano talmente cambiate che, non solo gli ideali politici erano ignorati, ma nemmeno più gli interessi personali avevano valore, perché non esisteva nulla da promettere, tutti avevano ben capito che una qualunque promessa sarebbe stata vana, dunque una presa in giro, e l’opinione pubblica s’era trasformata in un rosario di imprecazioni e bestemmie verso le classi dirigenti. Comune, provincia, regione, governo centrale.

Dopo l’ennesima infruttuosa giornata di passeggio attivo (lenta camminata nelle vie del centro per chiedere informazioni segrete su eventuali posti di lavoro), Tommy tornò a casa e si accomodò alla sua postazione internet, accese il computer e cliccò il tasto del
mouse sull’icona con la la e avvolta da un circolo giallo. Gli si aprì il mondo del lavoro sub-interinale.

I annuncio: “cercasi operatoratrici e operatori nel settore Cartomanzia . Scegli tu
un settore o tutti e due! Non c’è nulla da investire e la pubblicità la gestiamo noi. Potete fare pubblicità a voi stessa su dei siti internet. Venite seguite passo passo tramite contatto skype. Assistenza continua. Si offre contratto di collaborazione e pagamenti entro e non oltre il 45 del mese successivo. attraverso bonifico bancario o poste pay senza spese. Orario di lavoro da stabilire insieme. Si richiede: – buona dialettica e italiano scorrevole – serietà – linea telefonica fissa o adsl – account skype per il
confronto giornaliero con la responsabile Mandare CV oppure rispondere al presente messaggio Un grazie a tutti coloro che tengono in considerazione la presente offerta Messaggio da nuovo centro :Consulta le stelle.”

Tommy aveva le idee confuse già di per sé, non aveva la forza necessaria per decifrare messaggi in codice, ma di un codice che va ancora studiato. Quale altro settore della cartomanzia si poteva seguire? Investimento e pubblicità, ma di cosa? Bisognava studiare l’annuncio ancor prima di capirne l’intenzione. Il contratto di collaborazione
era chiaro, d’accordo, ma di mesi di 45 giorni, sinceramente, non ne esistevano e c’era poco su cui riflettere.

Operatoratrice. Sei o non sei un’operatoratrice? Ecco, allora, se non lo sei, fatti da parte, grazie. E poi, quand’anche tutto ciò fosse stato un impiego vero, e serio, fino a che punto ci si poteva fidare di un datore di lavoro convinto dell’esistenza di mesi di 45 giorni?

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Una risposta a Chi trova lavoro, trova un tesoro. Un anno dopo. I parte

  1. Annachiara Maniscalco ha detto:

    fenomenale i 45 giorni mensili!

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