Fedele La Causa e le poesie del Ministro B.

Napoli, il 6/1/2011

Rispettabilissimo, amabilissimo e biondissimo

Cavalier Ministro ombra della Kultura Dott. Bruno Biondi,

le scrivo pure in questo giorno, festivo per tutte quelle vecchierelle soprannominate “befane” (che mi pare cosa bella e buona che pure le sfottute signore portatrici di terza età si piglino un giorno di rivincita, ogni di tanto in tanto), le scrivo, dicevo, per una questione diversa dalle solite importantissime nonché segrete nonché sfiziose missioni di spionaggio di sommovimenti culturali in Napoli e limitrofe. E lei, condottiero illustrissimo, spero mi scuserà se mi occupo di altra faccenda, ma se fuoriesco per una volta dal seminario è perché fui preso da vampate di indignazione per un fatto che riguarda lateralmente, voglio dire in senso laterale, di sguincio insomma, anche la persona sua in persona.

Ma mi dica lei se è cosa, questa cosa qua! Prendere per i fondali le composizioni poetiche del suo quasi Ministro omonimo e/o omologo Sandro Bondi, poesie che io ci trovo un sacco di poeticità dentro, oltre al fatto che tante sono dedicate a personaggi che io so che godono del più grande rispetto suo, e quindi mio, e dei quali non se ne può che dire benissimo anzi più che bene, in versi interi, sciolti o quantomeno in prosa!

Ecco qui qualche esempio dell’arte bellissima del Bondi di cui sopra, e qui ancora taglio e azzecco le prove vergognosissime delle due parodie (prima e seconda) di cui indignaimi poche righe fa.

Egregia illustrezza, ma mi permetta di fare ancora di più. Dopo aver spaccato una lancia in difesa del suo omologo, ora mi parrebbe il caso di mostrare agli spettatori di quel gran canale che è l’internet bellissimo seppure incontrollabile (ma so che ci si sta lavorando appunto), quanto anche lei, Cavalier Ministro Biondi, sia capace di produrre versi che culturali è dir poco, ma poco è meglio che niente, e comunque i versi suoi parlano da soli e quindi taccio io.

Tra le tante composizioni che lei ha fatte con quella sua penna d’oro biondissimo come chi l’utilizza, avrei scelto queste qui appresso, che a me mi pare che faccio proprio bene se le mando a gironzolare per la rete. Lei che dice?

A Fedele La Causa

Fulgido tramonto
Tramestio di suoni
Pizza da asporto
Il cielo vibrava
Del tuo odore
Il brutto anatroccolo
Diventa farfalla
Maccheroni
con
melanzane

Al Verbo

Una mattina mi son svegliato
Verbo defunto
Verbo morto
Verbo fu
Verbo verboso
Verbo di troppo
Verbo rosso
Verbo comunista
Verbo ciao
Verbo ciao
Verbo ciao ciao ciao

Al Primo Ministro (ombra)

Vite fendente
Vite divina
Vite chianti
Vite avvitata
Vite arruginita
Vite vite (noto kebabbaro partenopeo)
Vite nove (come i gatti)

A questo punto la saluto e le bacio le mani e anche i piedi, che se non fa schifo a lei per me è un onore, ci mancherebbe, e mi tolgo pure il cappello non solo metaforicamente, perché proprio ora mentre scrivo lo tengo in mano,

suo osservantissimo Isp. Fedele La Causa.

P.S.  Armando Lo Piccolo, nel suo piccolo, tiene a precisare che seppure non è qui presente con il quippresente scrivente, mi riesce a riferire però al cellulare che anche se lui il cappello non lo porta, quando la saluta come minimo cala la capa, e ove a lei piaccia diversamente, calerebbe anche il resto.

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Le Ispezioni di Fedele La Causa – IX episodio

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