Il bicchiere mezzo pieno – II parte

Quello che accade nelle 2 ore successive potete intuirlo. Io controbilancio la mia rassegnazione con l’interesse socio-antropologico per la mini società che si viene a creare tra i 140 passeggeri infuriati. L’avvocato-capopopolo, attorno a cui si forma un entourage di clientes, le coppiette, i ragazzini cuozzi, i cuozzi adulti, le algide coppie di inglesi e giapponesi, quelli che “è la prima volta che prendo l’aereo e ora so che non funziona”, ecc…

(Ovviamente la polizia deve nuovamente intervenire per evitare che un paio di esagitati, scavalcato l’Help Desk da cui due operatori cercano di portare la calma, vìolino il 5° comandamento).

So che non partirò più. Tornare in aeroporto il giorno dopo per sperare esca un posto per me in un altro volo Easyjet, per restar giù solo 24 ore, non conviene. Per altri aerei, pagherei io l’enorme differenza di prezzo. La notte in treno – 10 ore, sempre a spese mie – non mi alletta. Però, “cazzo, almeno li sfrutto! Voglio la notte in albergo!” Mi metto in lista per l’hotel, e consumo la cena offertaci (cotoletta, come quella cucinata il giorno prima a casa mia “perché erano mesi che non la mangiavo!”).

La maggior parte della gente si fa trasportare verso le 23 alla stazione di Mestre, per l’Intercity delle 00.20. Io e altri 8 restiamo in attesa che ci trovino una camera libera. Quella per me è l’unica singola, per gli altri tutte doppie.

Ma a Venezia, domenica mattina, passa il Giro d’Italia, e non si trova un buco in nessuno degli alberghi convenzionati. Una coppia decide di andare da parenti in Friuli, per altri si trovano un paio di doppie. A me, verso mezzanotte, offrono una stanza a Marghera, ma a quell’ora le navette dell’aeroporto sono tutte via. O aspetto che un autista accetti di tornare a lavoro e venga per accompagnarmi, o prendo un taxi. A spese mie, che un giorno mi verranno rimborsate. Il tassista mi spara 35-40€. Più del volo per Napoli…

(Intanto, l’amico napoletano con cui avrei dovuto vedermi in nottata, credendomi già arrivato, mi chiama dispiaciuto per disdire l’incontro: sua nonna è stata poco bene e lui sta correndo a casa…)

Anche l’opportunità, a cui m’ero appigliato per continuare a vedere ‘sto cazzo di bicchiere mezzo pieno (la notte in un albergo a 4 stelle, con l’acqua calda che a casa non ho più!), sfuma… Decido di giocarmi il Jolly, a ‘sto punto: San Claudio da Mestre, il mio coinquilino. Vista la giornata, temo che il suo telefono non prenda, o che non abbia l’auto o che so io… Invece c’è, è a casa, e accetta di venirmi a salvare e riportare a Padova. Guardo l’ora: 00:04.

Il 22 maggio è finito, ecco perché.

Fine

Marco Lista | corpo 10

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Scritture... e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...