La secessione der somaro

L’Italia, pur riconoscendo le autonomie locali, è una Repubblica “una e indivisibile” recita più o meno un libro datato che non vende più nemmeno una copia. Tra nord e sud, invece, è in voga la solita diatriba tra polentoni e terroni e l’infelice battuta del ministro Bossi è solo l’ultimo episodio in ordine di tempo. Vi proponiamo, a prescindere dalla politica ma perché affascinati dallo spirito letterario-fumettistico, una simpatica rivisitazione dell’idea di secessione apparsa oggi su Repubblica, firmata Ellekappa, che riprende le antiche atmosfere dialettali del poeta romanesco Trilussa dal titolo La secessione der somaro, e chissà che la favola moraleggiante non insegni qualcosa a qualcuno.

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4 risposte a La secessione der somaro

  1. Paolo Sizzi ha detto:

    Chi difende la fasulla unità dell’inesistente Italia se non è un fascista è un folle.

    Lombardia Libera

  2. corpo 10 ha detto:

    Tu dici? La Lombardia più di tutte le regioni italiane raccoglie e accoglie abitanti e lavoratori originari di ogni angolo della nazione. Forse al presente non esiste regione più italiana della Lombardia, per quanto alcuni lombardi sembrino non volersene accorgere. Tu stesso, Paolo, porti un cognome toscano. E dopotutto, scusa se cito, ma: “il nazionalismo non è altro che la convinzione di provenire dal posto migliore del mondo solamente perché ci sei nato tu” (anonimo).

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Bergamasco dalla seconda metà del ‘200.
      Mi spiace, ma le Nazioni non si costruiscono, nascono da sé, come appunto la Lombardia del 1000.
      L’Italia è un inganno tenuto in piedi da calcio, pizze ed esportazione delle mafie.

      • corpo 10 ha detto:

        Ciao io sono Luigi, uno dei quattro di corpo 10. Naturalmente non sono d’accordo con te. Accetto la tua opinione, ma mi sembra difficilissimo difenderla.
        E’ evidente, per me, che sono gli eventi storici a generare la nascita degli stati, in particolare alcuni eventi determinati dalle forze politiche in campo. Le identità nazionali, a mio parere, non esistono; esse vengono solo costruite ad arte per fini politici o in altri casi si formano come “sentimento comune” ma solo nel corso dei secoli e proprio attorno all’idea di appartenere ad uno stato, e quindi in seguito alla già raggiunta unità politica. E’ evidente, per esempio, che anche in Italia sono non pochi i patrioti con un grosso senso di appartenenza e di fedeltà alla bandiera. Poi ci sono altri come te fedeli ad altre bandiere. Io tifo Napoli e mi accontento di Lavezzi e Cavani…
        Scherzi a parte per me esiste una sola identità, quella umana, non mi frega delle bandiere e non esistono altre Nazioni. Gli stati li accetto (forse “sopporto” è la parola più corretta) per il loro ruolo funzionale e amministrativo. Per quanto riguarda la secessione sono altre le cose che non mi convincono, non tanto dunque il fatto di ledere la sacralità della Nazione. Il problema è che secondo me la volontà secessionista nasce dall’egoismo e dal sentirsi superiori. Questo è giusto l’opposto di quello in cui credo io. Nessuna razza è superiore, nessun popolo è più industrioso: anche per quanto riguarda ricchezza e produttività è solo questione di eventi, cause precise e a volte anche casualità.
        La questione è davvero complessa e impossibile da analizzare in un commento.
        Immagino che comunque non sarai d’accordo su niente.
        Alla prossima

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